Figlio di Fiorenzo Fabbi, già presidente della Bucintoro, primo Guardian Grande della Scuola Grande di San Teodoro, commissario del Venezia calcio quando era in serie A e di Giuliana Guetta (ve la ricordate la prima Agenzia turistica veneziana, fondata dal mio bisnonno Giorgio Benedetto Guetta?). Io per Venezia non ho fatto nulla perchè mio padre mi portò a Roma quando avevo 17 anni e da allora non sono più stabilmente ritornato, ma Venezia resta sempre nel mio cuore. Pongo tardivo rimedio con una proposta che penso potrà essere utile alla città che, dopo l'azzeramento patito per il coronavirus, ripartirà con nuove regole. Il progetto, pubblicato da Beppe Severgnini sulla sua rubrica Italians, è stato discusso e redatto secondo un costruttivo confronto sui Socials con molti cittadini veneziani fra i quali Marco Scurati, autore di un Piano precedente, e Claudio Vernier, presidente di https://www.associazionepiazzasanmarco.it/ .

Risposta data su Fbook a un turista giornaliero che abita a un'ora da Venezia e che viene spesso per la giornata, consumando i suoi pasti nei ristoranti e visitando chiese e musei: 

"Ci sono due tipi di turisti: quelli che vengono per stare in albergo o in un b&b e che hanno il loro numero chiuso, perchè quando non c'è più posto non possono più entrare. Pagano un'imposta di soggiorno perchè quando non dormono usano la città. Poi ci sono quelli come Lei che invece fino a ieri potevano entrare a volontà intasando la città durante certi periodi al di là dell'immaginabile. Io penso che anche per costoro debba esserci un numero chiuso e che, poichè anch'essi usano la città, debbano pagare un'identica tassa di soggiorno. E come i primi devono prenotare per trovare posto, anche i secondi lo debbano fare. E se non lo trovano, entrambi verranno un'altra volta."



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